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Chi fa la Maglia non Ŕ una mezza calzetta [Venerdý] PDF Stampa E-mail
Maglia Stampata
Scritto da Maria Luisa   
martedý 07 novembre 2006

stampa_venerdiChi fa la Maglia non è una mezza calzetta
di Rossana Campisi
Il Venerdì di Repubblica - 03.11.06

Ferri del mestiere
Lavorare la lana, cucire e ricamare. Un tempo attività da nonne, poi passatempi rìscoperti anche dai vip. Oggi sono nati club, bar, boutique. Con sempre nuove idee. Esposte in fiera.
Non soltanto un hobby, ma uno stile di vita. Che, per qualcuno, è diventato un business. Senza rovesci.

Elio Bevilacqua ha 47 anni e vive a Vicenza. Una volta la settimana lo chiamano in qualche pub della città per «fare una serata» : con dieci euro a testa (kit compreso) tiene lezioni di tricotage. Una trentina di giovani tra birra e ferri. «Alcune sere» aggiunge «vengono pure a casa gli amici deí miei figli. Tirano fuori la lana e si mettono a fare sciarpe e maglioni anche per le loro "morose"». Bevilacqua è titolare di un'azienda e di due negozi dí filati (ereditati dai genitori) e l'anno prossimo aprirà il primo tricot-café d'ltalia a Padova. «Quando sferruzzo non penso piú a niente e mi rilasso» spiega. Lo pensano in tanti e in tantissimi (l'anno scorso erano oltre 22mila) affollano già i padiglioni di "Abilmente 2006", mostra dei bricolage e delle arti manuali allestita alla Fiera di Vicenza fino a domenica.

0ltre cinquecento appuntamenti all'insegna della creativìtà: un po' terapia, un po' tecnica didattica e un po' passatempo. E cosi ai convegni sull'arteterapia ci alternano workshop (per docenti e genitori che vogliono insegnare le arti manuali) e i laboratori dedicati al ricamo e alla lana. Spazio, infine, ai due nuovi hobby appena arrivati in Italia. Lo scrapbooking: tecnica in voga negl USA che consiste nel decorare le pagine del proprio album fotografico con ricordi di ogni tipo (siti da consultare: www.scrapbooking.comwww.scrapperdellanotte.it e www.scrapjazz.com). E il decopatch, importato dalla Francia: una sorta di patchwork di carte colorate e colle per rivestire mobili e rinnovare oggetti (dagli occhiali alle borse).

Per gli psicologi la creatività aiuta a smaltire stress e a ritrovare serenità. E c'è pure chi, come Angelo Mastrovito, trent'anni, pugliese e residente a Brescia, del relax ha fatto una professione.
«Ero insoddisfatto, cambiavo vari lavori» racconta. «Poi lo scorso anno ho vinto il secondo premio del concorso Idee di Lana, proprio qui alla Fiera Abilmente, e così ho iniziato a far vedere i miei manufatti a maglia alle aziende. Adesso collaboro da casa con importanti boutique milanesi e guadagno bene».

Che il fascino di Penelope abbia attecchito in ogni angolo del mondo non è una novità. La novità, invece, è che questo trend si sia rivelato tutt'altro che passeggero. Da Julia Roberts a Cameron Diaz passando per Sharon Stone e Sarah Jessica Parker, la lobby del tricot attira sempre più adepte. Altro che roba da nonne: ne sanno qualcosa Miriam Maltagliata, che accoglie manager e ragazze nel suo KnitNewYork café (locale dell'East Village dove, tra un cappuccino e un muffin, si fanno sciarpe e cappelli e si tengono corsi di maglia) e Debbie Stoller, artefice della rete di club americani Stitch 'n' Bitch dedicata alle tricoteuse.

Da qualche tempo, il dritto e rovescio si è diffuso anche via blog (www.knitty.com); in libreria e in edicola (da Lo zen e l'arte di fare a maglia della canadese Bernadette Murphy, edizioni Adams Media, al successo evergreen della storica rivista Mani di fata); nelle aziende di filati, come Lane Mondial, di Brescia, che tengono corsi  sempre più affollati (oltre 500 i partecipanti all'anno).

E se nella metro di New York, in attesa dei treni, si sferruzza, in contemporanea con i Giochi Invernali di Torino 2006 si sono svolte le Olimpiadi del lavoro a maglia, lanciate dalla canadese Stephanie Pearl-McPhee (fondatrice dell'organizzazione benefica Tricoteuses sans Frontières, www.yarnharlot.ca). Insomma, il tricotage sta vivendo una nuova giovinezza. Non solo fra le donne. A pertire da Russel Crowe, fotografato coi ferri in mano, un esercito di uomini si dà appuntamento su www.menknit.net e www.menwhoknit.com (siti dedicati ai signori che filano).

E chissà che gli Knit parties di New York o le serate che si organizzano al tricot-café di Padova non si trasformino in incontri fra cuori solitari (e creativi).


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